Howl
o le nuove bombe

abbiamo schermato la pelle con i tatuaggi imparato a inchinarci alle leggi del mercato mentre scordavamo quelle della natura cercato rifugio nelle diete vegane umanizzato piccoli mammiferi da compagnia alzato muri e installato sistemi di allarme contro gli estranei che si illudevano di poter vivere come noi riempito città e strade di videocamere concesso il diritto di uccidere a vista abbiamo taggato adotta un'orsa le foto del pachiderma in fuga dal nuovo calore polare allevato pitoni nelle nostre mansarde liberato piccoli di cobra negli scarichi dei water pensato non sta succedendo nulla se l'alluvione colpiva il paese a tre chilometri dal nostro abbiamo comprato case in montagna quando l'afa della pianura si è fatta insopportabile scaricato altro calore nell'atmosfera per refrigerare dimore e supermercati abbiamo pianto perché avevamo perso un bambino maledetto la vita perché ce ne aveva mandato uno nel momento sbagliato ipnotizzati dagli schermi dei nostri smart abbiamo dimenticato di parlare con i nostri figli votato i sovranisti perché dare voce alla pancia era meno spaventoso che aprire gli occhi sfruttato il bisogno degli altri per aspettare il figlio fuori dalla scuola a bordo di un suv abbiamo riempito le nostre rughe ritessuto le smagliature per fermare il tempo a occhi bendati orecchie assordate le mani sempre impegnate a fare rubare cliccare abbiamo impedito ai nostri vecchi di morire dimenticato i genitori negli ospizi e i neonati nelle auto in sosta tenuto in vita bambini prematuri e rubato gli organi a quelli abbandonati regalato sangue giovane ai novantenni e licenziato lavoratrici incinte difeso il diritto alla vita dei feti indesiderati e autorizzato la morte sulle carrette del mare abbiamo condannato il desiderio dei poveri di tentare la sorte e finanziato l'azzardo in borsa ci siamo assuefatti alle gambette amputate dalle mine alle bocche urlanti dei politicanti in cerca di voti per qualche ora ci ha intenerito la foto della piccola salma siriana lambita dalla risacca del ventre di balena sfondato da tre quintali di plastica altro che Giona mentre succhiavamo acqua dal nostro pet quotidiano abbiamo spinto i nostri figli a nascondere il cuore nei meandri del gender stordirsi di cocktail e pastiglie li abbiamo mandati nelle università americane perché sviluppassero i muscoli della competizione imparassero a non curarsi di chi non ce l'ha fatta alla notizia dei senzatetto morti soffocati a 55 gradi abbiamo girato canale abbiamo riempito i cieli di voli low cost e negato il visto di ingresso a chi non aveva un solido conto in banca liquidato come ingenue le proteste sul clima dei ragazzi regalato i nostri posti di lavoro ai paesi poveri e ridotto in povertà le famiglie operaie abbiamo svilito il lavoro e accusato gli immigrati di rubarcelo e io cos'ho fatto? ho visto la catastrofe arrivare e calcolato che età avrei avuto al punto di non ritorno ho vissuto l'angoscia di un tempo che stava morendo dei prati irradiati da Chernobyl' delle spiagge incatramate su cui germogliavano bastoncini dei cotton fioc e cannucce ho gioito di non avere figli e non dover calcolare la loro età al punto di non ritorno ho viaggiato sui voli low cost, come tutti gli altri ma alle manifestazioni non sono andata non mi sono unita allo sdegno di un'ora prima di tornare a fare tutto come prima così ho spento la tv per non vedere e non sentire chi si arricchiva accusando del disastro i nuovi ebrei, i nuovi omosessuali, i vecchi zingari e i nuovi Rom mi sono chiesta se fosse giusto che i bambini sapessero se fosse onesto - dopo avergli fatto fuori il futuro - rovinargli anche l'infanzia ché magari da adolescenti si sarebbero buttati via tanto sapevano che non c'era niente da fare ho smesso di comprare le olive nelle vaschette di plastica e le verdure surgelate ma mica lo salvi il pianeta con le olive nel vetro e gli ortaggi del mercato mica li salvi i bambini così e anche la spesa è diventata un calvario perché pensi pure che in fondo la plastica mantiene le famiglie di chi la produce avvelenandosi ogni giorno un po' avvelenandoci ogni giorno un po' l'operaio preferisce rischiare la leucemia purché i figli studino e diventino dottori tutti dottori per tenere lontani almeno loro dal veleno magari all'estero in un paese più avanzato del nostro dove la sanità è migliore e la criminalità ha vita un po' meno facile dove lo stipendio è più alto il part time te lo danno senza problemi se hai figli piccoli te li sussidiano pure cerchiamo di sistemare i nostri figli in uno di quei posti sicuri e gli altri? e gli altri poveracci pazienza avranno più caldo mangeranno schifezze diventeranno obesi o banditi perché se non hai un piccolo posto sicuro in cui mettere i soldi - perché i soldi neanche ce li hai - se non hai dove mettere al sicuro tuo figlio almeno per qualche anno in più così che magari possa avere anche lui un figlio un bambino a cui regalare qualche anno da bambino quella cosa che sarebbe bello avere per poi rimpiangerla l'infanzia insomma e che qui la stiamo perdendo in nome della vecchiaia malata a vita così se hai perso il treno o il volo low cost per il tuo posto al sole in qualche paradiso nel nord della terra che comunque si sta scaldando anche lì che è una bellezza e fra un po' neanche gli esquimesi ci verranno più in vacanza in Italia perché il clima è meglio lassù se non hai nessun posto per dove partire allora resti e senza neanche che te ne accorgi finisce che diventi un miserabile depresso obeso oppure scheletrico a furia di farti di quello che costa meno uno che ragiona a giornata oppure ti ingegni aiuti a far girare la coca diventi parte di una famiglia che se la rispetti alla fine ti premia e anche questo è meglio di niente e poi, un bel giorno, la bomba d'acqua capita a te perché a furia di patire fumi e veleni il cielo ha imparato bombarda con chicchi di grandine grossi come granate, trasforma le strade in fiumi che si trascinano via la tua auto ti crivella l'orto ti manda in malora la vendemmia se non te l'ha già incendiata con il mese di giugno più caldo degli ultimi cento cinquant'anni tu, che l'orto e la macchina non ce li hai, ci rimetti solo l'antenna, e al supermercato le cassette sono piene come prima. Fai rimuovere l'antenna sistemare le tegole e poi online a ordinare la tua verdura bio da quei ragazzi di campagna che ancora ci credono e trattano la terra come si dovrebbe integratori e antiparassitari biodinamici erbacce strappate a mano e piantine protette con la paglia chiedono consiglio ai contadini più vecchi che neanche loro però ci capiscono più nulla marzo e aprile caldi è il momento di piantare ma a maggio piove e torna il freddo gli ortaggi vanno in pausa vegetativa a giugno il freddo si scalda di nuovo e nonostante lo sbalzo molte piante si rimettono in moto ma quando il termometro sale a 40 gradi i fiori appassiscono e niente fiori uguale niente frutti però i cetrioli e le zucchine avevano tenuto duro e anche i pomodori finché la bomba d'acqua non si è scatenata sulla terra di Federico e ha risparmiato quella di Piero in tutto due chilometri di distanza mentre l'estate prima il bombardamento colpiva Piero e risparmiava Federico c'è giustizia, scrive Federico ai suoi clienti di città ci chiede di sostenerlo ancora una volta e anche se non gli restano che rape e patate i tuberi del sottosuolo integrerà con le verdure di Piero e la frutta di Lorenzo Non molla Federico anche se è stato tentato per tutta una giornata mentre fotografava la strage e ce la raccontava per ricordarci che senza la terra finisce tutto e ricordandolo a noi se n'è ricordato anche lu, così è tornato nel campo a raccogliere le macerie a ripulire e aspettare che il sole asciughi la terra 17 luglio 1919