Finestre

Il blog di Michela Zernitz

Howl

o le nuove bombe

abbiamo schermato la pelle con i tatuaggi
imparato a inchinarci alle leggi del mercato 
mentre scordavamo quelle della natura
cercato rifugio nelle diete vegane
umanizzato piccoli mammiferi da compagnia
alzato muri e installato sistemi di allarme contro gli estranei 
che si illudevano di poter vivere come noi
riempito città e strade di videocamere
concesso il diritto di uccidere a vista
abbiamo taggato adotta un'orsa le foto del pachiderma 
in fuga dal nuovo calore polare
allevato pitoni nelle nostre mansarde
liberato piccoli di cobra negli scarichi dei water
pensato non sta succedendo nulla se l'alluvione colpiva il paese a tre chilometri dal nostro
abbiamo comprato case in montagna quando l'afa 
della pianura si è fatta insopportabile
scaricato altro calore nell'atmosfera 
per refrigerare dimore e supermercati
abbiamo pianto perché avevamo perso un bambino
maledetto la vita perché ce ne aveva mandato uno nel momento sbagliato

ipnotizzati dagli schermi dei nostri smart
abbiamo dimenticato di parlare con i nostri figli
votato i sovranisti perché dare voce alla pancia 
era meno spaventoso che aprire gli occhi
sfruttato il bisogno degli altri per aspettare il figlio fuori dalla scuola a bordo di un suv
abbiamo riempito le nostre rughe
ritessuto le smagliature per fermare il tempo
a occhi bendati
orecchie assordate
le mani sempre impegnate 
a fare
rubare
cliccare

abbiamo impedito ai nostri vecchi di morire
dimenticato i genitori negli ospizi e i neonati nelle auto in sosta
tenuto in vita bambini prematuri e rubato gli organi a quelli abbandonati
regalato sangue giovane ai novantenni e licenziato lavoratrici incinte
difeso il diritto alla vita dei feti indesiderati e autorizzato la morte sulle carrette del mare
abbiamo condannato il desiderio dei poveri di tentare la sorte e finanziato l'azzardo in borsa
ci siamo assuefatti alle gambette amputate dalle mine
alle bocche urlanti dei politicanti in cerca di voti

per qualche ora 
ci ha intenerito 
la foto della piccola salma siriana lambita dalla risacca
del ventre di balena sfondato da tre quintali di plastica
altro che Giona
mentre succhiavamo acqua dal nostro pet quotidiano

abbiamo spinto i nostri figli 
a nascondere il cuore nei meandri del gender
stordirsi di cocktail e pastiglie
li abbiamo mandati nelle università americane perché sviluppassero i muscoli della competizione
imparassero a non curarsi di 
chi non ce l'ha fatta

alla notizia dei senzatetto morti soffocati a 55 gradi
abbiamo girato canale
abbiamo riempito i cieli di voli low cost
e negato il visto di ingresso a chi non aveva un solido conto in banca
liquidato come ingenue le proteste sul clima dei ragazzi
regalato i nostri posti di lavoro ai paesi poveri e ridotto in povertà le famiglie operaie
abbiamo svilito il lavoro e accusato gli immigrati di rubarcelo
 
e io cos'ho fatto?
 
ho visto la catastrofe arrivare e calcolato che età avrei avuto al punto di non ritorno
ho vissuto l'angoscia di un tempo che stava morendo
dei prati irradiati da Chernobyl'
delle spiagge incatramate su cui germogliavano 
bastoncini dei cotton fioc e cannucce 
ho gioito di non avere figli e non dover calcolare la loro età al punto di non ritorno
ho viaggiato sui voli low cost, come tutti gli altri
ma alle manifestazioni non sono andata
non mi sono unita allo sdegno di un'ora
prima di tornare a fare tutto come prima

così ho spento la tv per non vedere e non sentire chi si arricchiva accusando del disastro i nuovi ebrei, i nuovi omosessuali, i vecchi zingari e i nuovi Rom
mi sono chiesta se fosse giusto che i bambini sapessero
se fosse onesto 
- dopo avergli fatto fuori il futuro - 
rovinargli anche l'infanzia
ché magari da adolescenti si sarebbero buttati via 
tanto sapevano che non c'era niente da fare

ho smesso di comprare le olive nelle vaschette di plastica 
e le verdure surgelate
ma mica lo salvi il pianeta con le olive nel vetro 
e gli ortaggi del mercato
mica li salvi i bambini così

e anche la spesa è diventata un calvario
perché pensi pure che in fondo la plastica mantiene 
le famiglie di chi la produce
avvelenandosi ogni giorno un po'
avvelenandoci ogni giorno un po'
l'operaio preferisce rischiare la leucemia 
purché i figli studino e diventino dottori
tutti dottori
per tenere lontani almeno loro dal veleno
magari all'estero
in un paese più avanzato del nostro
dove la sanità è migliore e la criminalità ha vita un po' meno facile
dove lo stipendio è più alto
il part time te lo danno senza problemi 
se hai figli piccoli
te li sussidiano pure
 
cerchiamo di sistemare i nostri figli in uno di quei posti sicuri
e gli altri?
e gli altri  poveracci   
pazienza
avranno più caldo
mangeranno schifezze
diventeranno obesi o banditi
perché se non hai un piccolo posto sicuro in cui mettere i soldi 
- perché i soldi neanche ce li hai -
se non hai dove mettere al sicuro tuo figlio 
almeno per qualche anno in più
così che magari possa avere anche lui un figlio
un bambino a cui regalare qualche anno da bambino
quella cosa che sarebbe bello avere per poi rimpiangerla
l'infanzia insomma
e che qui la stiamo perdendo in nome della vecchiaia malata a vita
così se hai perso il treno 
o il volo low cost 
per il tuo posto al sole 
in qualche paradiso nel nord della terra
che comunque si sta scaldando anche lì che è una bellezza
e fra un po' neanche gli esquimesi ci verranno più in vacanza in Italia perché il clima è meglio lassù

se non hai nessun posto per dove partire
allora resti 

e senza neanche che te ne accorgi
finisce che diventi un miserabile 
depresso
obeso 
oppure scheletrico
a furia di farti di quello che costa meno
uno che ragiona a giornata
oppure ti ingegni
aiuti a far girare la coca
diventi parte di una famiglia 
che se la rispetti
alla fine ti premia
e anche questo è meglio di niente
 
e poi, un bel giorno, la bomba d'acqua capita a te 
perché a furia di patire fumi e veleni
il cielo ha imparato
bombarda con chicchi di grandine grossi come granate,
trasforma le strade in fiumi che si trascinano via la tua auto
ti crivella l'orto 
ti manda in malora la vendemmia 
se non te l'ha già incendiata 
con il mese di giugno più caldo degli ultimi cento cinquant'anni

tu, che l'orto e la macchina non ce li hai, ci rimetti solo l'antenna,
e al supermercato le cassette sono piene come prima.
Fai rimuovere l'antenna 
sistemare le tegole e poi online a ordinare la tua verdura bio
da quei ragazzi di campagna che ancora ci credono
e trattano la terra come si dovrebbe
integratori e antiparassitari biodinamici
erbacce strappate a mano e piantine protette con la paglia
chiedono consiglio ai contadini più vecchi
che neanche loro però ci capiscono più nulla
marzo e aprile caldi 
è il momento di piantare
ma a maggio piove e torna il freddo
gli ortaggi vanno in pausa vegetativa
a giugno il freddo si scalda di nuovo
e nonostante lo sbalzo molte piante si rimettono in moto
ma quando il termometro sale a 40 gradi i fiori appassiscono
e niente fiori uguale niente frutti

però i cetrioli e le zucchine avevano tenuto duro
e anche i pomodori
finché la bomba d'acqua non si è scatenata 
sulla terra di Federico 
e ha risparmiato quella di Piero
in tutto due chilometri di distanza
mentre l'estate prima il bombardamento
colpiva Piero e risparmiava Federico

c'è giustizia, scrive Federico ai suoi clienti di città
ci chiede di sostenerlo ancora una volta
e anche se non gli restano che rape e patate
i tuberi del sottosuolo
integrerà con le verdure di Piero e la frutta di Lorenzo

Non molla Federico
anche se è stato tentato per tutta una giornata
mentre fotografava la strage e ce la raccontava
per ricordarci che senza la terra finisce tutto
e ricordandolo a noi se n'è ricordato anche lu,
così è tornato nel campo 
a raccogliere le macerie 
a ripulire
e aspettare che il sole asciughi la terra
 
 
17 luglio 1919
 

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