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Il blog di Michela Zernitz

Frugalità russa

Frugalità russa, particolare, AS 2022
ispirato a Poco, mi serve, di V. Chlèbnikov (1885-1922)
Italico su carta Zerkall, pennino 1,5 mm, inchiostro Sumi e mordente

Il poeta con la federa

«Chlèbnikov, mai un copeco, un solo cambio di biancheria, pantaloni strappati, e al posto del cuscino una federa imbottita di manoscritti. Quando partiva per un’altra città, lasciava la federa dove capitava. Il poeta Burljuk andava a recuperarla, ciò nonostante la maggior parte dei suoi scritti è andata perduta. Non era assolutamente in grado di leggere i suoi versi, lo assaliva una noia insopportabile, si bloccava a metà frase e diceva, eccetera eccetera… Non ho mai udito dalla sua bocca una parola vuota, non mentiva ed era privo di affettazione; ero convinta della sua genialità.

Una volta venne da noi in inverno, era in soprabito estivo e livido di freddo. Lo portai subito a comprare una pelliccia. Se ne provò molte, e poi ne scelse una alla moda, imbottita di cotone. Gli diedi tre rubli perché si prendesse un cappello e me ne andai a fare le mie cose. Al posto del cappello comprò, com’era prevedibile, dei tovaglioli di carta colorata (gli piacevano molto) e me li portò in regalo.» Lilja Brik, da Pristrastnye rasskazy (Racconti appassionati)

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